Quasi tre startup innovative italiane su dieci hanno sede in Lombardia: sono 3.394, il 27,89% del totale nazionale (MIMIT, aprile 2025). Nel resto del Paese le startup nascono con meno investitori a portata di mano. In provincia di Forlì-Cesena se ne contano 53 (Regione Emilia-Romagna, maggio 2026).
Mercoledì 23 settembre quaranta imprenditori del territorio si sono ritrovati a Hub Cesena per dare a queste imprese un interlocutore vicino a casa. Era il primo incontro del Business Angel Club Forlì-Cesena.

Un club del Business Angel Club Network
Il club fa parte del Business Angel Club Network, la rete non profit che conta oltre 18 club in Italia. Lo hanno fondato quattro promotori: Franco Farnedi (F.technology), che ha fatto gli onori di casa, Simone Faedi (Visioner), Attilio Grisi (Snasto) e Stefano Rubboli.
Amerigo Marcelli, uno dei founder nazionali dell’associazione, ha spiegato perché il Network lavora lontano dai soliti grandi centri di aggregazione. L’Italia è fatta di distretti e il Network sceglie i territori meno coperti. Ovunque parte con serate di formazione e solo dopo passa agli investimenti.
Business Angel Club Network vuole essere in primis un progetto di education. Amerigo Marcelli
Il club cerca startup utili alle imprese locali, anche se nate altrove, e un dialogo diretto con le associazioni di categoria.
Pensare in modo esponenziale
Alberto Giusti, business angel e direttore dello European Crowdfunding Center, ha raccontato quanto sia diverso investire in startup, imprese con il potenziale per una crescita esponenziale.
Trenta passi da un metro coprono trenta metri. Trenta passi che si allungano esponenzialmente coprono circa 26 volte il giro della Terra. Le tecnologie di oggi hanno un andamento esponenziale e non siamo stati educati a questo. Alberto Giusti

Una startup, ha spiegato Giusti, verifica ipotesi sul mercato invece di eseguire un piano quinquennale, e in media cambia direzione dodici volte prima di trovare la strada. Ha citato anche Reid Hoffman, cofondatore di LinkedIn, entrato in Zynga con 100.000 dollari e uscito alla quotazione con un multiplo di 858 volte. Il merito, secondo Giusti, va in buona parte all’ambiente: si cresce “nei contesti giusti”, facendo il percorso con dei pari.
Come funziona il club
Il club riunisce imprenditori e manager che vogliono sostenere le startup in fase iniziale. Per farne parte non c’è obbligo di investimento: si aderisce alla visione e alle regole del club e si contribuisce con esperienza, tempo e contatti. Chi vuole, investe.
La serata si è chiusa con le domande del pubblico e con l’aperitivo offerto da Hub Cesena. Nelle risposte è tornato il tema dello smart equity: chi entra nel club porta alle startup relazioni con il mercato, esperienza e feedback, oltre all’eventuale capitale.



Per saperne di più
Per informazioni sul Business Angel Club Forlì-Cesena: bacnetwork.it/bac-forli-cesena
Business Angel Club Network è una rete non profit di club territoriali che riunisce imprenditori, professionisti, manager e investitori per sostenere le startup con capitale, mentorship e co-investimento.




