In due righe
- Hub Cesena nasce da un ufficio progettato per lavorare bene, non per riempire scrivanie.
- Qui sono nate cose che non si vedono dalle stanze: una startup poi acquisita, un club di business angel, community, collaborazioni.
- La sede attuale chiude a fine 2026. L’idea che l’ha fatta nascere no.
Un ufficio fatto per lavorare bene
Ho cominciato a frequentare il mondo dell’innovazione e della tecnologia molti anni fa, e ho visitato gli uffici di Apple, Google e Facebook per capire cosa ci fosse dietro i loro ambienti. A Cesena cercavo di costruire una versione nostra: un posto in cui il team di f.technology lavorasse bene insieme.
Nel 2019-2020 ho costruito l’ufficio che volevo, curando progettazione, domotica, grafica, luce, comfort, acustica e qualità dell’aria. Per un’azienda che vive in videochiamata la scelta è stata chiara: uffici privati da una a quattro persone, non open space con le cuffie in fila. In più spazi comuni, per fare colazione insieme, per le conversazioni e per gli eventi.

Perché è diventato un coworking
Poi è arrivato il lavoro da remoto. Con il mio team al 75% a distanza, di quindici stanze ne servivano due o tre. Il resto era un ambiente già pronto, e sarebbe stato strano lasciarlo vuoto: nel 2023 lo abbiamo aperto ad altri professionisti e ad altre aziende.
Le recensioni su Google dicono quasi tutte la stessa cosa: bellissimo. Per me è sempre stato il minimo sindacale, perché mi misuravo con Google in Irlanda, con Apple, con Adobe, Dropbox, LinkedIn. Ma capisco la sorpresa: nelle piccole città il coworking spesso è sinonimo di quattro scrivanie, arredi tristi e poca cura. Non è vero che in Italia non esistano posti belli, a Milano ce ne sono. È che in provincia sono rari.

Le regole sono cura del luogo
Hub è una casa, e in una casa c’è chi bada al rumore, alle porte chiuse, alla pulizia, all’ordine. Chi non rispettava le regole è stato allontanato. Non per severità fine a se stessa: un posto in cui si lavora bene sta in piedi solo se chi lo usa lo cura.
Lo spazio è solo il pretesto
Ci tengo a dirlo, perché è il punto dell’intero manifesto: non è merito delle stanze. In questi anni Hub ha ospitato le community di sviluppatori, product manager, designer e architetti della Romagna, e io stesso frequento e faccio volontariato in molti eventi. È lì che le cose accadono.

Che cosa è nato qui

- ESG View: una startup creata e ospitata in Hub, poi acquisita da Cribis, grande gruppo dell’informazione finanziaria e bancaria.
- Pienissimo: la piattaforma per la ristorazione che abbiamo sviluppato in f.technology, con il team ospitato per un periodo in Hub e poi trasferito. Il gruppo Zucchetti ne ha rilevato il controllo.
- Move&Feel: azienda di Forlì che sviluppa sistemi di interfaccia tra persone e sistemi digitali, e usa i nostri uffici per riunioni e presentazioni.
- Business Angel Club Forlì-Cesena: il lancio è avvenuto dentro Hub, per riunire business angel e collegare economia locale, startup e imprese.

Chi gira intorno a Hub
Attorno a questo posto si sono create collaborazioni con chi lavora su cose diverse e complementari, a partire dai membri del network di Hub: Snasto sul marketing digitale, Thomas Bandini sull’intelligenza artificiale, Visioner su storytelling, podcast, digital signage e strategia, Blue Data sull’analisi dei dati.

Perché serve un posto così
Io sto dalla parte di chi lavora: freelance, piccoli team, chi potrebbe stare a casa ma sceglie di uscire. Per queste persone un coworking non è una scrivania in affitto, è un luogo in cui incontrarsi e, ogni tanto, costruire qualcosa insieme. Se un posto così in provincia ha un senso, è questo.
E adesso
A fine 2026 la sede attuale chiude e stiamo cercando una nuova casa. Se questa storia ti interessa, o se hai un locale, un’idea, una proposta, scrivici a info@hub-cesena.it.




